Liberalizzazioni commercio, Confesercenti: “Normativa distorsiva che non ha portato benefici e non ha eguali in Europa”

Intervenire per restituire competenze ai territori”

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Non ci stancheremo mai di ripeterlo: la liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali allora voluta dal Governo Monti e oggi sostenuta a gran voce dal presidente dell’Antitrust Pitruzzella è una liberalizzazione disastrosa, che ha creato un regime di concorrenza insostenibile per i piccoli esercizi di vicinato – che hanno chiuso a migliaia – e da cui non hanno tratto vantaggio neanche i giganti della grande distribuzione, oggi in sofferenza.

Si tratta di una normativa distorsiva, che non ha eguali in Europa e che ha alterato il mercato senza rilanciare né consumi né occupazione. Per questo noi non molliamo e la nostra battaglia prosegue: da quasi tre anni la Confesercenti si batte per una revisione della normativa che riporti l’equilibrio tra le varie tipologie distributive commerciali. Non chiediamo di stare chiusi sempre, ma di restare aperti solo quando e dove necessario, specialmente nelle località turistiche. Perciò riteniamo che le competenze in materia debbano, necessariamente, tornare alle Regioni che conoscono il territorio e le sue specificità.

Il nostro obiettivo è condiviso e sostenuto da migliaia di persone in Italia, come dimostra la Legge di iniziativa popolare per la revisione della deregulation, sostenuta da 50mila firmatari, che abbiamo portato in Parlamento nel 2013 grazie alla campagna Liberaladomenica. Chiediamo ai parlamentari di non sprecare l’opportunità e di restituire le competenze ai territori. Solo così potremo ridare dignità a quel tessuto produttivo delle piccole attività commerciali che hanno profondamente sofferto in questi anni di crisi economica e rappresentano, tutt’ora, il cuore pulsante delle nostre città.

 

 

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